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Dal 1952 educhiamo alla vita

PAROLE del TEMPO FAVOREVOLE

QUARESIMA2020
SECONDARIA di I grado
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Gli insegnanti di religione hanno chiesto ai ragazzi di raccontare la loro Quaresima concentrandosi su una parola o frase.
La seconda è NON MI ISOLO!

CHIAMO UN AMICO o UN PARENTE

Ecco le risposte arrivate:

Ieri io e la mia famiglia ci siamo riuniti tutti in sala per fare una video chiamata con i miei zii, le mie cugine, mia sorella e anche mio nipote.  Abbiamo fatto questa chiamata per salutarci e anche per festeggiare la laurea di mia cugina Ilaria.  Visto l’isolamento non ci siamo potuti incontrare, per questo motivo abbiamo pensato di fare un brindisi in video chiamata in modo che nessuno si sentisse solo. 
Questa serata mi è piaciuta molto e mi sono anche divertito. 
(Lorenzo Dell’Orto – I B)

In questi giorni ho video-chiamato i miei migliori amici, Mattia e Aurora, e ogni volta che ci sentiamo (praticamente tutti i giorni alle h17), stiamo un sacco di tempo al telefono…quasi due ore…e ci divertiamo un mondo ! Di solito chiama Mattia o Aurora; all’inizio ci divertiamo facendo facce strane e togliendo l’audio e/o la fotocamera, poi iniziamo una specie di gara di disegno e io, avendo il gatto, alcune volte faccio scegliere a lui mettendogli davanti diverse immagini picchiettando con le dita per richiamare la sua attenzione (facendomi quasi mordere). Un’altra cosa che facciamo, è ascoltare Mattia suonare il pianoforte perché è molto bravo. In fondo, dalle nostre video-chiamate ci si può aspettare solo questo….!!! Chiamarci mi fa sentire molto bene, perché mi diverto, mi rilasso, mi sfogo e muoio dalle risate…Io ADORO i miei migliori amici, e non potrei mai farne a meno ! Soprattutto in questo periodo, in cui la solitudine si fa spesso sentire, credo che sentire o vedere anche solo attraverso uno schermo le persone a cui teniamo, sia una GRAN BELLA CURA !!! 
(Martina Lopez – I B)

 Questa mattina quando mi sono alzato mi sentivo un po’ solo e triste perché in Italia non si può uscire e questa situazione mi rende scontento perché non posso più vedere nessuno. 
Avvicinandomi alla finestra ho incominciato a pensare a chi potessi chiamare per sentirmi meno solo. Ho deciso di  chiamare  un mio amico delle elementari che si chiama Fabio. Con lui mi sono divertito tanto quando siamo andati in montagna insieme. Eravamo con l’oratorio con don Luigi. Adesso Fabio è in campagna con suo papà.  Lui  mi ha detto che la sua scuola ha già iniziato a fare le lezioni online. Ha detto anche che si diverte a farle. Avere sue notizie mi e piaciuto molto perché non lo sentivo e non lo vedevo dal mese scorso. Ci siamo raccontati di quello che stavamo facendo. Io facevo colazione e lui raccoglieva le uova dalle galline. Quando ero alle elementari lo vedevo sempre e anche nel primo quadrimestre lo vedevo quasi ogni giorno perché, abitando vicini, ci salutavamo prima di andare a scuola. Adesso non lo posso vedere. Però è brutto stare da soli ma sono le regole che lo dicono. Io però non riesco a stare sempre in casa: per fortuna c’è il box grande dove posso girare in bici e c’è anche un giardino piccolo ma utile. 
La cosa bella è che per quanto ci si possa sentire soli per queste restrizioni, la volontà di stare assieme prevale su tutto e utilizzando i mezzi a nostra disposizione, tra cui anche la preghiera, possiamo evitare di isolarci. 
 (Tommaso Pasquini – I A)

Videochiamata tra amici!!!
(Riccardo Cesaretti e Mattia Giacomella – I B)

Buon pomeriggio professoressa. Per la III settimana di Quaresima il compito era “ non mi isolo”. Allora questa settima ho telefonato al mio amico Andrea che vive in Friuli. Anche lui è a casa e allora gli ho chiesto come passe le giornate. Oltre a fare i compiti ha la fortuna di avere il giardino, cosa che io non ho. Mi ha raccontato una barzelletta e ci siamo messi a ridere. Mi ha detto che mi aspetta quest’estate per fare una partita a basket. Speriamo!
Ci siamo allora dati appuntamento tutte le sere dopo cena per giocare a Fortnite.
(Loris Piutti – I B)

(Nicole Landi- I B)

Io ,questa mattina, ho fatto una videochiamata con una mia amica che non vedo da un anno, a causa della distanza che ci separa. 
Mi ha fatto molto piacere risentirla , mi ha aggiornato sulla vita sociale e ci siamo fatte due risate. Mi sono anche un po’ emozionata… 
Ci siamo promesse che dopo questa quarantena ci rivedremo e ci impegneremo a sentirci più spesso.
(Carla Pinardi – III B) 

Buongiorno prof, ho scelto di scriverle direttamente qua su teams, le volevo inviare il mio lavoro non mi isolo: è difficile comunicare in questa maniera sia tra amici e parenti, sapendo soprattutto che tra amici non si può andare a casa dell’altro, perché se ci pensate bene non è la stessa cosa incontrarsi, salutarsi, abbracciarsi, giocare insieme e salutarsi attraverso ad uno schermo, chiacchierare quando magari la batteria del telefono è scarica, non ci si può neanche abbracciare o giocare insieme. Sono queste le grandi differenze!  Ma comunque la vita deve andare avanti e anche se sembra difficile bisogna farsi coraggio, soprattutto in questo caso ‘’contagioso” e non bisogna isolarsi dal resto del mondo. Infatti bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto e pensare solo alle cose positive che avverranno in futuro, si dice infatti in questo, che dopo la fine della quarantena nasceranno tanti nuovi bimbi nel mondo e che tutto andrà bene. Volevo anche accennare che nell’altro messaggio che avevo scritto parlavo dell’Italia che organizza dei “piccoli incontri sul balcone” per cantare l’inno nazionale, accendere le torce e ultimamente spesso sento da fiori delle simpatiche canzoni. Io per esempio proporrei che un giorno potremmo tutti fare un picnic sul balcone. anche questa è una forma di comunicazione a cui vi consiglio di partecipare per dare manforte all’Italia.Una cosa che ho fatto oggi riguardante l’argomento è stata di rispondere ad una videochiamata di una mia amica e di riguardare un po’ meglio la lista dei contatti che ho per salutarli e chiedere come stanno. Questa è una cosa che possono fare tutti quotidianamente in questi mesi di quarantena.L’insegnamento di oggi dunque, è quello di non isolarsi dal resto del mondo.
(Emilie Cabrit – I B)

In questo periodo e soprattutto in questa settimana ho cercato di comunicare con i miei nonni perché anche se abitiamo nello stesso paese non possiamo andare a trovarli. 
Prima vedevano me e mia sorella tutti i giorni e ora sicuramente si sentono soli. Alla sera facciamo delle video chiamate e io cerco di farli ridere. Mio papà gli va a fare la spesa cosi siamo tranquilli che non devono mai uscire. 
Quando ho un video divertente glielo mando cosi sanno che li penso e fanno una bella risata. 
Speriamo passi tutto presto così possiamo festeggiare il compleanno del nonno. 
(Luca Combi – II A)

Ieri ho chiamato un mio amico che si chiama Enrico.
Non posso uscire da casa, non ho niente da fare e quindi questo gesto aiuterebbe qualcun’altro a fargli compagnia.
In quella mezz’ora di chiamata ho capito anche il valore della nostra amicizia perchè si scoprono il valore delle cose quando non le hai e mi sono anche divertito.
In questo momento difficile ho iniziato a riflettere e sono anche diventato una persona migliore.
(Pietro Hanoun – II B)

In questo periodo così surreale non posso stare vicino a tutti i miei amici però comunque tramite la tecnologia ci sentiamo e ci confortiamo l’un l’altro. 
In particolare in questo periodo sto risentendo una mia amica delle elementari che da circa un anno abita in Kazakistan per il lavoro di suo padre. Così ogni giorno ci sentiamo e cerchiamo in qualche modo di fare delle videochiamate anche se è un po’ complicato per il fuso orario.
Speriamo che entro l’estate possano tornare in Italia e rivederla dopo tutto questo tempo. 
(Alessia Moretti – II B)

Per questa terza settimana di Quaresima non voglio isolarmi, quindi, come da lei suggerito, ho chiamato una persona che non sento da molto tempo, sia per il decreto che consiglia di stare a casa per non mettere in pericolo se stessi e le persone che ci stanno vicine, sia perché ci siamo divisi alcuni anni fa. Questa persona è un vecchio amico che frequentavo molto poiché ci divertivamo un sacco insieme, quindi sentirlo nuovamente è stato fantastico; ci siamo raccontati a vicenda cosa avessimo fatto dopo esserci separati e abbiamo ricordato i momenti più particolari e, potrei dire, pazzi vissuti insieme.
Non avrei mai pensato di risentirlo!!! Ovviamente abbiamo discusso della scuola, anche perché i primi due anni di elementari abbiamo frequentato lo stesso istituto nella stessa classe, e abbiamo commentato il problema attuale di Covid-19, elencando cosa avremmo potuto fare per fermarlo!!!
Alla fine è stato meraviglioso sentire un vecchio amico, ma non abbiamo potuto vederci ancora per vari suoi problemi personali, peccato poteva nascere nuovamente una forte amicizia, comunque sono stato contento di averlo sentito ancora!!!
(Nicolò Sardone – III B)

Questa settimana ho fatto diverse telefonate e video chiamate.
Ho sentito ogni giorno i miei nonni che sono isolati a casa e anche un mio amico con il quale gioco anche alla ps4 in diretta per divertirci come se fossimo insieme!
Chiamo tutti i giorni anche lo zio di mia mamma che ha compiuto 90 anni lunedì.
Lui vive con sua sorella ed è qui a fianco a casa mia, a volte ci diamo un appuntamento e dal giardino gli parlo mentre lui è alla finestra.
In questo modo lui si sente meno solo.
(Gabriele La Noce – III B)

Non miisolo!!!
Chiamo i miei amici!
(Viola Muffolini – II B)

Questa settimana ho fatto una videochiamata a Francesco Ritoli, siamo stati al telefono per più di un’ora ed è stato divertente perchè abbiamo riso e parlato tanto di quello che faremo quando potremmo uscire di casa, come andare al cinema, a mangiare una pizza, giocare a monopoli, venire da me a pranzo ecc. 
(Alessandro Inglese – III A)

In questi giorni così particolari, ho pensato di chiamare la mia amica Valentina del maneggio del Lago, che frequento d’estate.  Volevo sincerarmi che stesse bene, e così anche la sua famiglia, e per chiederle come affrontava questa situazione e come passava il tempo.
È stata molto contenta di sentirmi ed entrambe speriamo che questa brutta situazione passi velocemente, per poterci rivedere. 
(Ludovica Volpe – III B)

(Luca Cacciola – II B)

In questi giorni di “#io resto a casa” sono riuscito a chiamare le mie due bis nonne, una ha ottantotto anni e vive in Sardegna e l’altra ne ha novantuno e vive a Brescia. Nonostante la loro età grazie all’aiuto di altre persone non ci siamo fermati a una semplice chiamata vocale, ma siamo riusciti a fare una videochiamata per vederci nonostante la distanza.
Grazie a queste videochiamate faccio trascorrere alle mie bis nonne dieci minuti di felicità pur essendo chiuse in casa senza poter vedere e parlare con nessuno se non al telefono. In questo modo non mi sono isolato io ma soprattutto non si sentono isolate loro perché gli ho portato allegria e un sorriso pur essendo costrette a non poter frequentare nessuno anche se non per alcuna loro colpa. 
(Simone Corti – III A)

Questa è la terza settimana di Quaresima, e lei come compito ha assegnato di chiamare un amico/a o un parente, e io ho chiamato una mia amica.
La mia amica si chiama Matilde e ha un anno in meno di me, noi ci conosciamo da quando siamo nate, perché le nostre mamme si conoscono da più di vent’anni, e sono migliori amiche. Io sono cresciuta con lei, e mi diverto molto a passare del tempo con lei!!
Noi, come famiglie, passiamo le vacanze di Natale tutti insieme in casa mia in campagna, e l’estate la trascorriamo tutti insieme.
Visto che non la vedevo da un po’ ho deciso di approfittare di questo compito per sentire se stava bene e come se la stava cavando…
Abbiamo riso e scherzato, abbiamo pensato a tutte le cose fatte quest’estate, come dormire in tenda per la nostra prima volta da sole e altre varie cose fatte insieme…
Mi ha fatto molto piacere sentirla e parlare un po’ con lei…
(Viola Caglieris – II B)

Questo pomeriggio ho fatto una video chiamata con il mio amico Matteo, un ragazzo della mia età che ho conosciuto durante la mia vacanza dello scorso Natale ai Caraibi. Con lui ho passato una bellissima settimana in vacanza piena di divertimenti. Da Natale non lo avevo mai più sentito ma oggi ho deciso di chiamarlo. Lui abita vicino a Modena e mi ha raccontato che anche loro stanno vivendo come noi: non possono uscire di casa e non vanno a scuola. Tutti e due siamo molto tristi per questa situazione ma durante la telefonata abbiamo ricordato la settimana passata insieme e ci siamo sentiti entrambi felici.
Ci siamo messi d’accordo che ci risentiremo presto.
(Marco Petrucciani – I A)

(Mattia Colombo – I A)

Questa settimana ho video chiamato mia zia che si trova a Roma. Non la sentivo spesso ma la situazione che stiamo vivendo mi ha riavvicinata a lei.
Ci siamo videochiamate diverse volte, abbiamo riso e parlato molto e oggi pomeriggio ci siamo date appuntamento alle 17 per giocare a “nomi, cose e città” anche con lo zio e mia madre. Insomma è un modo bello di stare vicini anche se siamo lontani.
(Giada Ariodante – I B)

Queste settimane casa si possono descrivere in molti modi ma non divertenti. Sono stati giorni tremendi perchè non potevo vedere le persone a cui voglio bene. A volte mi sono sentito un prigioniero in isolamento e ogni giorno che passa mi sembra di vivere un loop senza fine. Ho dei passatempi che mi consolano, come i miei videogiochi Minecraft e Fortnite, ma un gioco non ti consola come avere vicina una persona a cui vuoi bene. Per questo motivo ho sentito il bisogno di telefonare ai miei nonni, per sapere se stavano bene e dirgli che sento la loro mancanza, e ad alcuni dei miei amici per salutarli, passare del tempo insieme e magari annoiarci di meno.
(Alessandro Capuzzo – III A)

 In questo periodo io non mi sto isolando e per passare il tempo spesso faccio videochiamate con degli amici, li ringrazio tanto perché anche se non ci possiamo vedere mi stanno facendo divertire un sacco. 
Grazie davvero, non vedo l’ora di rivedervi! 
(Carlotta Starni – II B)

In queste settimane di quarantena ho avuto l’occasione di sentire per telefono molte persone che mi stanno a cuore, soprattutto mia nonna e mio nonno che non stanno prendendo proprio bene questa situazione, quindi ogni volta cerco di rallegrarli un po’ quando li chiamo. 
(Aurora Capuzzo – I B)

Il giorno 11 marzo la mia vita è cambiata completamente. 
Non posso più uscire, giocare a calcio, stare con i miei amici o fare visita ai miei nonni. 
Ma non voglio isolarmi, non voglio dimenticare che fuori dalla finestra c’è il mondo che mi aspetta e che non vedo l’ora di ritornare a vivere pienamente
Così per non sentirmi solo ho deciso di chiamare mio zio Angelo per tenergli compagnia. 
È  una persona molto allegra e simpatica, mi viene spesso a vedere quando gioco a calcio. 
Sua moglie è ricoverata in ospedale a causa del Coronavirus e anche lui è risultato positivo al test, ma in condizioni molto meno gravi. 
Ho deciso di chiamare lui perché credo sia la persona che necessita di più in questo momento e perché adesso che non ci si può vedere e abbracciare, posso comunque far sentire la mia vicinanza e farlo sentire meno solo. 
Soprattutto, in questi momenti il morale è importantissimo ed è necessario non abbattersi mai.  
Bisogna credere sempre che tutto andrà bene e allora davvero ci lasceremo alle spalle questo terribile momento. Durante la telefonata gli ho detto che voglio riabbracciarlo il prima possibile e voglio rivederlo presto sugli spalti a fare il tifo per me. 
Forza zio! 
(Marcello Endrizzi – III B) 

Buongiorno, ho fatto la video chiamata con mia nonna che abita a Rozzano e mio padre lavora in questo comune, il mio papà a potuto lavorare fino al 20 Marzo, e così immaginando che anche la sua azienda avrebbe chiuso, è passato a salutare la sua mamma (mia nonna) per farcela salutare e vederci in video chiamata. La nonna era felice di vederci perché da quando è iniziato tutto, non siamo più potuti andarla a trovare, mia nonna non sa usare la nuova tecnologia. Anch’ io sono stato felice di vedere la mia nonna e mi dispiace che adesso per molto tempo non potrò vederla neanche con una video chiamata. Non vedo l’ora di poter tornare a riavere la mia vita di prima, io ogni Sabato ero a pranzo dalla nonna.
(Cristian Mattioli – I B)  

Ieri ho fatto una videochiamata con Skype con i miei cugini e zii che non li vedevo da tanto. Eravamo in 7 è stata mia mamma a costringermi e non mi interessava nulla. Però alla fine sono stato contento di parlare con mia zia Barbara perché non la vedevo da tanto tempo. Lei abita a Melizzano in provincia di Benevento anche li si deve stare a casa però non ci sono moltissimi casi. 
E’ stato molto bello. 
(Pietro Costantini – II A)

 

Anche oggi ho sentito i miei cugini su Skype, gli abbiamo fatto vedere il nostro balletto che io e mia sorella abbiamo preparato per danza e loro ci hanno fatto vedere il loro di danza hip-hop.  Grazie a Skype riusciamo a vederci molto di più del solito. Anche se non è vederci fisicamente, mi piace perdere un po’ di tempo con loro perché con gli altri cugini ci urliamo da un balcone all’altro, e, ogni giorno, alle sei abbiamo appuntamento al balcone per cantare e mio vicino suona il violino. 
Oppure ci sentiamo con i nonni, mi piace vederli, e vedere le loro espressioni piene di gioia anche se li sentiamo solo per un minuto.
È bello vedere i miei cugini  e perdere un po’ di tempo con tutti loro, anche se sarebbe  più bello vederli fisicamente tutti insieme, perché, va bene che è bello stare sul divano mentre loro ti parlano ed è bello non spostarsi per vederli, però ti mancano i loro abbracci inaspettati, i loro giochi che per me e mia sorella non hanno senso, prenderli in braccio e fare acrobazie strane con loro… 
Una cosa positiva però c’è: alla fine di questa emergenza saremo tutti più bravi ad usare il computer! 
(Elena Gerosa – II A)

In questi tempi di grande incertezza è importante chiamare i nonni, perché sanno più di noi, hanno molta esperienza. Inoltre possiamo scambiarci delle ricette, delle idee; la scorsa settimana, mia nonna mi ha dato la ricetta della torta alle mele. Insomma possiamo tutti imparare qualche cosa dall’altro. Sostenerci in questi momenti difficili è importante e poi ti fa capire chi sono i veri amici. Ogni giorno chiamo i miei nonni per fargli compagnia e per farli sentire il mio affetto. 
(Arianna Ersiliano – III A)

Io ho chiamato mia cugina che abita in provincia di Salerno perchè mi mancava e per sapere come procedeva la situazione da lei per il coronavirus.
Abbiamo parlato di varie cose tra cui come stava, di una serie TV, di un film e di altre cose.
(Letizia Petrillo – I A)
Ieri ho chiamato una mia carissima amica per stare un po’ insieme, per rivederla dopo tanto e poi perché mi mancava moltissimo!​
Ci siamo raccontate tante cose, per esempio: come stavamo noi e la nostra famiglia, cosa facevamo a casa, quali disegni ed idee abbiamo avuto e molto altro.​
Per dirle com’è la nostra amicizia ho voluto fare un disegno!​
(Lara Panone – I A)

In questi giorni in cui siamo stati costretti a stare a casa io ho fatto spesso delle videochiamate coi miei nonni. Io e loro ci parliamo spesso così perché loro abitano lontano da noi in Calabria.
Sono i genitori di mio padre e spesso sentono la nostra mancanza. In questi giorni, ancora di più, perché come tutti non possono uscire di casa. Così, quando io e mio fratello li chiamiamo, sono tutti contenti perché gli facciamo un po’ di compagnia e gli raccontiamo quello che stiamo facendo.
Sono tutti stupiti di queste nuove tecnologie che stiamo usando per la scuola perché quando erano bambini loro non c’erano. Spero tanto di riuscire ad andarli a trovare, quest’estate, perché ci mancano molto.
(Samuele Martellotta – I A)

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