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Dal 1952 educhiamo alla vita

PAROLE del TEMPO FAVOREVOLE

QUARESIMA2020
SECONDARIA di I grado e LICEO
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Gli insegnanti di religione hanno chiesto ai ragazzi di raccontare la loro Quaresima concentrandosi su una parola.
La prima parola è PROSSIMITA’.


Ecco le risposte arrivate:

“Teniamoci lontani oggi per abbracciarci più forti domani”
(Viola Muffolin e Lavinia Longhi – II B)

“Questa settimana ho deciso di prendermi cura di mia nonna. Ho voluto farle compagnia perché è anziana e ha bisogno di aiuto! Le voglio tanto bene”.
(Diego Arcolin, I A)

“Questa settimana è stata difficile, ho fatto i compiti, ho rispettato le regole date, e soprattutto ho aiutato la mamma e le sono stato vicino. Non ho potuto vedere i miei amici ma li ho solo sentiti. Spero di rivederli presto per divertirmi insieme a loro”.
(Luca Combi – II A)

Non potendo ricevere la visita delle nonne, resto prossimo a loro suonando al pianoforte, facendo loro vedere ed ascoltare questo minuetto di Bach
(Federico Manfredini – II B)
“La persona di cui mi prenderò particolarmente cura sarà mia nonna che, in questo periodo è un po’ in ansia per la questione del Coronavirus. Cercherò di farla sentire il meno possibile sola”.
(Carla Pinardi – III A)

“Questa settimana ci è stato chiesto di ragionare sulla parola “prossimità”, che significa stare vicino o prendersi cura di una persona. Se penso a qualcuno al quale in questi giorni mi sono sentita più vicina, mi viene subito in mente il mio fratellino più piccolo. Infatti, frequentando la materna, non ha compiti o scadenze da rispettare e quindi si annoia parecchio. Il mio ruolo in questo periodo è quello di aiutarlo a superare i momenti di noia stimolandolo con giochi sempre nuovi. Questo non è sempre facile, perché spesso vuol dire scendere a compromessi e cedere ai suoi capricci. Nonostante tutto, sento che questi momenti ci stanno aiutando a rafforzare il nostro rapporto, perché durante i periodi scolastici “normali” non riusciamo a passare molto tempo insieme. Questo mi piacerebbe continuare a farlo anche quando sarà passata questa “emergenza”, perché credo che avere qualcuno di cui prendersi cura sia una cosa bellissima.
(Martina Lopez – I B) 

“Prossimità. Che parola complicata ma allo stesso tempo importante. Essere prossimi a qualcuno vuol dire prendersi cura e stare accanto. In queste settimane di sconforto generale sono riuscita a stare accanto e sostenere delle persone che sono molto fragili ma anche molto importanti per me: i miei nonni. Sentire la loro voce, vedere i loro occhi colmi di lacrime per la situazione che stiamo affrontando mi fa rabbrividire e mi fa pensare quanto io debba tenermeli stretti. Io non ho 4 nonni sfortunatamente e quindi cerco di amarli e curarli più che posso. Mai ho capito come adesso quanto mi vogliono bene e quanto io ne voglia a loro. Vorrei poterli abbracciare ma 560 km da una parte e 250 km dall’altra ci separano e vorrei rompere questa distanza ma non posso. Due mesi fa mai avrei pensato di dire queste cose ma oggi eccomi qui che li sento ogni giorno e li ascolto e loro mi ascoltano. C’è comunicazione e questa cosa mi fa stare bene perché loro hanno passato momenti più difficili di questo e quindi mi possono rassicurare. Nonostante i loro difetti e la loro vecchiaia li ammiro e li stimo e mai come ora li vorrei qui vicino a me”.
(Emma Barbieri – III A)

“Questa settimana ho deciso di prendermi cura delle persone rimaste a casa con me. Ho aiutato mio fratello con i compiti e la mamma a cucinare”.
(Sante Amato – I B)

in questa settimana che sto a casa mi prendo cura di mio nonno ottantottenne  affetto da morbo di Parkinson e portatore del pacemaker. Ogni giorno gli telefono visto che non posso andare a trovarlo e gli chiedo: come sta, cosa ha mangiato, se ha letto e se ha fatto la sua settimana enigmistica.
( Loris Piutti – I B)


“Io in questi giorni sto aiutando mia sorella a fare i compiti che le hanno assegnato le sue maestre.  La aiuto con i vocaboli di italiano e i conti di matematica.
(Filippo Bondesan – II A)

“La parola “prossimità” significa vicinanza, essere prossimi a qualcuno o a qualcosa. Questa settimana, proprio perché sono a casa per l’emergenza sanitaria, ho provato  ad essere più vicina ai miei familiari, rendendo questa situazione irreale un’opportunità per stare insieme e riscoprire i valori che sono stati dimenticati durante le normali giornate in cui siamo sempre di corsa. Ho provato anche ad essere prossima a mia nonna, che ogni giorno quando torno a casa da scuola mi prepara il pranzo, provando a coinvolgere anche lei nei giochi di società o solamente a parlare con lei del più o del meno. In questo momento ho anche risentito amici dell’elementari che non sentivo da tempo, ricordandomi anche quanto mi mancano.
(Alessia Moretti – II B)

“Questa settimana con la mia famiglia abbiamo fatto  e colorato un cartellone per passare il tempo e stare più insieme.
(Riccardo Cesaretti – I B)

“In questa settimana a causa del virus presente soprattutto in Lombardia sto pensando molto a mia nonna perché vive da sola, non può uscire e deve rimanere tutto il giorno a casa. Lei vive a Milano e anche se non abitiamo lontani non posso andare a trovarla. Ho cercato il modo di stare in contatto con lei quindi le telefono molte volte per non farla sentire sola e per rallegrarle la giornata. Io non vorrei mai essere nella stessa situazione di mia nonna perché altrimenti mi verrebbe la depressione a stare in casa tutto il giorno senza compagnia. Mia nonna è la persona a cui dedico la mia prossimità.
(Lorenzo Dell’Orto – I B)

In questi giorno mi sono presa cura della mia famiglia, cosa che non faccio spesso. Ho cercato di aiutare il più possibile e ho aiutato mia sorella con i compiti. Spesso in questi giorni chiedevo ai miei genitori di uscire e loro mi dicevano che non potevo, allora ho cercato di accontentarmi senza chiedere troppo. In questi giorni mi è piaciuto molto prendermi cura della mia famiglia, anche se non è stato sempre semplice.
(Beatrice Binati – I B)

“Questa settimana mi sono sentita “prossima” alla mia sorellina. Siamo state in casa tutta la settimana e l’ho aiutata a fare i compiti che le sono stati assegnati e a raccontarle le favole prima di andare a letto. Di solito si occupa la mamma, io non lo faccio quasi mai. Ma sono stata felice di farlo”.
(Sofia Passarelli – I B) 

“Io e mio nonno siamo in videochiamata perché non posso andare a trovarlo a causa del virus. Nonostante ciò sono molto contenta che abbia imparato a utilizzare questi nuovi mezzi di comunicazione.  In questa settimana ecco come ho vissuto la parola PROSSIMITA’: è bello far sentire bene una persona anziana e anche alle volte sola”.
(Sofia Cassinelli – III B)

“Questa settimana ho avuto del tempo per riflettere sulle azioni positive che potevo svolgere per aiutare i miei genitori. In questi giorni ho provato un po’ di noia devo ammetterlo ma ho sempre cercato delle attività o delle piccole cose come preparare dei pancake per tenere la mente attiva. Ho aiutato tanto la mia nonna, che in questo periodo non sta tanto bene, e che è sempre a casa da sola. La sera la chiamavo e cercavo di raccontarle più cose possibili per farle compagnia e per strapparle una risata. Ho aiutato tanto anche i miei vicini a vivere un momento di spensieratezza, mettendo una cassa fuori dal balcone e facendo cantare tutti con canzoni italiane come Azzurro, la canzone di Celentano. Sono stati dei bei momenti se penso che sono serviti a rallegrare delle persone, che magari in questo periodo, facevano fatica a sorridere”. 
 (Francesco Ritoli – III A) 

“Questa settimana ho aiutato mia madre con le faccende domestiche e in particolare ho sistemato le piante”.
(Beatrice Ferrari – III B) 

“Questa settimana mi sono sentita “prossima” a mia madre. Sono stata in casa tutta la settimana con lei e l’ho aiutata molto nelle faccende di casa. Ho rifatto il letto, ho finalmente riordinato la mia cameretta e ho apparecchiato la tavola. Insomma e’ stata dura ma sono contenta perché ho risparmiato del lavoro a lei😊”. 
(Giada Ariodante – I B) 

“In questa settimana quando ero dalle nonne, ho cercato quando era 
possibile di aiutarle, apparecchiando la tavola, sparecchiando alla fine 
del pranzo e accompagnandole a fare la spesa e aiutarle a trasportare il 
sacchetto della spesa. I miei genitori mi hanno aiutato a scaricare il programma per la scuola e mi hanno aiutato quando avevo bisogno”.
(Dimitri Belloni – II B) 

” In questa settimana a Milano, sono cambiate molte cose, ad esempio tutti noi dobbiamo evitare di uscire di casa a meno che non sia necessario. Anche se magari ci stiamo annoiando e vogliamo vederci con qualcuno, non possiamo più e dobbiamo resistere dalla tentazione. Ultimamente mi sono fatto prossimo alla mia famiglia, perché qualche giorno fa i miei amici mi hanno proposto di andare a fare una partita di calcio tutti insieme e divertirci, ma io, per prevenire un eventuale contagio e per preservare qualsiasi pericolo alla mia famiglia, ho rinunciato alla partita e a ogni proposta dei giorni seguenti. Ho evitato incontri con altre persone perché, come riportato numerose volte dal telegiornale, noi giovani siamo il mezzo che può trasmettere il virus agli adulti più facilmente, perché possiamo essere positivi ma asintomatici.  Questo è stato un esempio in cui sono stato prossimo a qualcuno e spero che tutti, a modo proprio, aiutino almeno le persone a cui tengono impedendo ogni rischio possibile e stando alle regole date dallo Stato”. 
(Simone Corti – III A)   

“Queste sono le cose che ho fatto per aiutare: ho aiutato a fare la spesa, ho aiutato a sistemare dei cassetti e ho aiutato a sistemare gli armadi in cucina”.
(Sara Meda – I A) 

“Cari compagni che in questi momenti siete lontani, vi dico siate fiduciosi …ci ritroveremo più forti di prima. State a casa! Andrà tutto bene!”
(Mattia Milani – I A) 

1 ho aiutato mia mamma a cucinare 
2 ho aiutato mia nonna a pulire la casa 
3 ho aiutato mio fratello a fare i compiti 
4 ho aiutato mio padre a stirare 
(Letizia Petrillo – I A) 

Questo è un periodo molto difficile e sconcertante, molte persone lavorano da casa e una di queste è mia mamma. Dal primo giorno ho subito capito che le serviva aiuto, tra il lavoro e le faccende casalinghe. Ogni mattina ci alziamo, facciamo, colazione e cerco di darle una mano a fare il letto a cucinare a sparecchiare e cosi via. Inoltre ogni sera visto che mia nonna è sola e non posso salutarla  fisicamente o passare del tempo con lei come facevo prima,  facciamo una videochiamata per passare un po’ di tempo con lei e farla sentire meno sola.  È proprio nei momenti più difficili che bisogna sostenerci a vicenda e non perdere la fede. 
(Matteo Compagnoni – II A) 

“La persona di cui mi prendo, cura anche se in modo indiretto è mia nonna, che abita in periferia. Vorrei andare a trovarla, ma le regole per fermare il virus dicono di stare a casa. Mia nonna è anziana e quindi ho molta paura che si possa ammalare. Ma il più grande lavoro in questo momento lo stanno facendo i medici e gli infermieri, che ringrazio e stimo. E anche per loro che sto mantenendo le regole”.    
(Ruben Peccerillo – II B) 

“Durante questa settimana mi sono impegnata a prendermi cura e aiutare principalmente la mia famiglia. Avendo passato il mio tempo a casa sono riuscita a stare vicino ai miei famigliari e parenti. La sera quando ho notato che i miei genitori erano stanchi ho preso l’incarico di cucinare per loro e di lasciarli guardare la TV e rilassarsi tranquillamente. Inoltre la mattina aiutavo mia mamma con le faccende domestiche dato che sia lei sia mio papà lavoravano da casa: scopavo la casa, facevo i letti, stendevo i panni e alle 13:00 e alla sera apparecchiavo e sparecchiavo la tavola insieme a mio fratello. Oltre a questo, sabato ho avuto l’idea di fare una sorpresa agli altri: ho fatto le crepes a merenda per tutti mentre mio fratello faceva i compiti e i miei genitori lavoravano”. 
(Felicia Esposito – III A) 

(Eleonora Bragherio – I A)

“In questo momento di convivenza forzata in famiglia 😅 PROSSIMITÀ è  prendersi cura della sorella più piccola, non solo aiutandola a fare i compiti di scuola, ma anche sperimentando nuovi modi di stare insieme condividendo il tempo (tanto) a disposizione!”
(Giorgia Inglese I primaria e Alessandro Inglese – III A)  

“Spesso la prossimità è vista come sinonimo della parola vicinanza. In questo tempo di pandemia però non si può stare vicini: non si può andare a scuola, non si possono incontrare gli amici e non ci si può nemmeno dare la mano per salutarsi. A me poi, è successo che non posso nemmeno stare insieme con la mia mamma ed il mio papà, infatti mia mamma è infermiera ed è stata chiamata a lavorare con i malati di Coronavirus, e  per evitare ogni possibilità di contagio, ha fatto trasferire me e mio fratello dalla nonna. Mi mancano tanto i miei genitori, ma riusciamo a “rimanere vicini” vedendoci via Skype. Queste nuove tecnologie consentono la prossimità nonostante non si sia vicini fisicamente. La stessa cosa accade con la scuola. Questo distacco da mamma e papà mi fa anche provare la “prossimità” di altre persone della mia famiglia tra cui la nonna che ci fa da mangiare, la zia e mia cugina che ci fanno fare i compiti. Tutto questo mi insegna che la parola prossimità implica affetto e non solo la vicinanza fisica”. 
(Tommaso Pasquini – I A) 

“La parola di questa settimana è prossimità e io mi sono impegnata per aiutare il prossimo ma dato che non posso uscire di casa mi sono impegnata ad aiutare le persone vicine a me, la mia famiglia. Ho aiutato mio fratello a fare i compiti e mia madre passando l’aspirapolvere e lavando i piatti. Inoltre ho riordinato la mia camera e ho fatto i compiti”.
(Valentina Melone – II A) 

“In questi giorni siamo stati tutti molto vicini uno all’altro… non solo fisicamente, ma anche e soprattutto aiutandoci l’un l’altro e volendoci tanto bene. Ho cercato di aiutare i miei genitori e mio fratello e ho telefonato spesso ai miei nonni lontani. Ho cercato di restare in contatto anche con i miei amici, perché anche se siamo lontani fisicamente, siamo vicini nel cuore. 
Spero di rivederla presto a scuola.
(Samuele Martellotta – I B) 

In questa settimana mi sono impegnato a prendermi cura dei miei genitori, soprattutto della mamma che è sempre impegnata con il lavoro e spesso non riesce a seguirmi come vorrebbe. Non le faccio una colpa! Ho capito che Voi insegnanti siete sempre presenti , anche a distanza! Mi sono impegnato a non darle troppo fastidio e ad aiutarla nelle faccende domestiche, soprattutto nel riordinare la mia cameretta. Spero che questa situazione passi il prima possibile per poter rivedere tutti i miei compagni e i professori… ANDRA’ TUTTO BENE!”
(Mattia Giacomella – I B) 

Ho deciso di prendermi cura di mio nonno. Mio nonno ha 87 anni e si chiama Antonio e da giovane faceva il medico. Sono molto affezionato a lui perché è un uomo molto buono e affettuoso. In questa settimana ho deciso di non farlo sentire solo; infatti, lui e la nonna sono chiusi in casa da almeno 10 giorni a causa di questa emergenza. Per aiutarli sono andato io con mia mamma a fare la spesa per loro e a comprare le medicine in farmacia. Ho comprato le sue cose preferite e un po’ di giornali per tenergli compagnia. Avrei voglia di stare un po’ con lui ma per la sua sicurezza è meglio che io stia a casa mia senza vederlo troppo spesso. Sono contento di averlo aiutato anche in questo momento difficile per tutti e spero davvero di tornare prestissimo alla normalità”. (Marcello Endrizzi – III B) 

Questa settimana mi sono preso cura di mia sorella Nicole di 5 anni, che continuava a chiamarmi per attirare l’attenzione su di me in quanto ero impegnato con i compiti: giocando con lei a carte.
(Bartolotta Federico – II A) 

Questa settimana ho sentito più vicino a me la mia famiglia, perché con la storia del virus non si può uscire, quindi siamo stati insieme a casa tutta la settimana. Ho avuto più tempo per giocare con mia sorella, abbiamo fatto qualche gioco in scatola o siamo andate giù in cortile a giocare, lei andava sulla bici e io la rincorrevo.  Abbiamo pranzato e cenato tutti insieme, perché di solito facciamo solo la colazione e la cena e abbiamo guardato tutti insieme dei film alla tv.
(Viola Caglieris – II A) 

In questi giorni sono sempre stato solo con i miei genitori in casa quindi ho cercato di aiutarli ascoltando i loro consigli senza protestare. Li ho aiutati ad aiutarmi.
(Marco Petrucciani – I A)

“Ringraziamo i mitici infermieri e dottori che stanno curando l’Italia. Per quanto mi riguarda passo tutta la giornata con i miei genitori che lavorano da casa. Cerchiamo di essere prossimi l’un l’altro aiutandoci a vicenda”.
(Francesca Besozzi – I A)

“Questa settimana, dopo aver capito che stare a guardare tutto il giorno il telefono sarebbe stato inutile, ho provato a rendermi utile. Devo dire che il passaggio più difficile è stato capire come fare dal momento che non posso uscire di casa, quindi ho deciso di passare più tempo con la mia famiglia. Per prima cosa ho iniziato ad aiutare mia mamma con le faccende domestiche, in realtà non sono stata molto brava dal momento che non ci avevo mai provato e ho scoperto che mia mamma ha ragione quando si lamenta che siamo troppo disordinati e che non la aiutiamo mai! L’ho aiutata sistemando la mia camera, apparecchiando la tavola e ogni tanto ho anche passato l’aspirapolvere, ma quest’ultima è stata troppo difficile e diciamo che non è servito a molto dato che il pavimento era esattamente come prima… Inoltre ho scoperto che la compagnia dei miei genitori non è spiacevole, anzi stare con loro è addirittura divertente. Spero col tempo di riuscire a diventare un po’ più brava nelle faccende domestiche, ma per ora mi accontento”.
(Alice Zifarelli – III A)

In questa settimana ho aiutato mia mamma perché mi sentivo in dovere di farlo. Lei ci dà sempre una mano a fare le cose che ci mettono in difficoltà, sia a me sia a mia sorella. All’inizio avevo scelto mia nonna, però poi ho pensato che era meglio di no, visto che bisogna evitare di uscire e di avere contatti con altre persone, soprattutto le persone anziane. Ho aiutato mia mamma a pulire, cucinare, stirare, riordinare, apparecchiare, stendere. Abbiamo guardato film, alla sera facciamo giochi di società come Monopoli, nomi/cose/città/animali e Forza4. Prepariamo biscotti e torte e ci divertiamo molto. Sono molto felice di averla aiutata, perché in questo momento così difficile per tutto il mondo, è importantissimo ricordarsi di fare del bene alle persone che ci stanno vicine.
(Marta Plaga – I B)

In questo momento difficile ho cercato di stare più vicino alla mia nonna che è da sola. Visto che lei deve rimanere a casa, la chiamo spesso per non farla sentire sola. Spero che tutto questo finisca presto.
(Nicole Landi – I B)

In questa settimana di Quaresima ho aiutato mia mamma a cucinare, apparecchiare, sistemare la mia camera, ecc. La prossima settimana mi dedicherò alla mia sorellina Isabella!
(Lara Panone – I A)

“Le persone possono dimenticare ciò che hai detto
le persone possono dimenticare ciò che hai fatto
ma le persone non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire”

non posso uscire, sono in casa con la mia famiglia e ci sentiamo prossimi gli uni agli altri anche solo stando vicini e sentendoci vicini.
(Federica Ciacci – II B)

in questo periodo difficile sto cercando di sostenere gli altri il più possibile, come per esempio fare una videochiamata ai compleanni, inviare un messaggio per salutare e chiedere come sta la persona a cui sto scrivendo.
In questi giorni mi sto anche organizzando per avere del tempo libero per creare su un lenzuolo mi slogan “andrà tutto bene”, per poi appenderlo al balcone.
Alcuni giorni ci sono anche degli “eventi ” organizzati dall’Italia riguardo questa situazione, come l’inno nazionale, un applauso ai dottori e altro ancora.
Ogni volta (raramente) che qualcuno viene a casa mia, gli raccomando sempre di non uscire spesso e di restare in casa.
(Emilie Cabrit – I B)

In queste settimane a casa ho potuto passare molto più tempo con la mia famiglia. Purtroppo non ho potuto più vedere i miei nonni, ma ogni volta sono felice di sentirli al telefono.
(Aurora Capuzzo – I B)

La persona di cui mi sono preso cura è la mia vicina di casa, perché visto che c’è questa situazione non può andare a trovare sua mamma che purtroppo è in una casa di riposo.
Quindi io vado a trovarla molto spesso per farle compagnia.

A causa del Corona virus sono costretta da settimane a stare a casa e fin da subito ho cercato di impiegare bene il mio tempo e di non perdere le mie buone abitudini. 
Comincio la giornata con le preghiere e con la mia amica Micol abbiamo deciso di sfruttare la tecnologia per farci un saluto appena sveglie e dire il Padre Nostro insieme tramite videochiamata. Le mie preghiere ogni giorno sono dedicate sia ai malati di COVID-19 in ospedale sia ai medici e agli infermieri che stanno lavorando molto. 
In questo periodo mi sono sentita molto prossima a Micol tramite le videochiamate e ci stiamo supportando a vicenda da vere amiche, in questo momento particolare. 
Siccome è un periodo difficile per tutti, ho deciso di essere prossima ai miei genitori collaborando di più in famiglia, dando una mano più del solito sia nel riordino della mia stanza sia accogliendo positivamente le richieste che mi vengono fatte. 
Sono anche prossima ai miei nonni, costretti a casa da soli: anche con loro utilizzo le videochiamate per far sentire loro la mia presenza ed il mio affetto, non potendoli andare a trovare. Infine come proposito personale per questa Quaresima, visto il maggior tempo a disposizione, ho deciso di leggere una pagina di Vangelo al giorno, per sentirmi prossima a Gesù. 
(Arianna Ersiliano – III A)

(Emma Bertolè – classe V liceo)

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